Ben tre premi per gli allevatori della filiera integrata Amadori

Ben tre premi per gli allevatori della filiera integrata Amadori
Pubblicato il 10 luglio 2018

La seconda edizione del Premio Avicoltore dell'anno di UNAITALIA

Torniamo da trionfatori da Roma, dove ieri si è svolta la seconda edizione del premio “Avicoltore dell’anno: Premio 2018 migliori pratiche del settore avicolo italiano”, il riconoscimento che la filiera avicola dedica ai suoi principali protagonisti.

Ben 3 dei 5 allevatori vincitori, infatti, fanno parte della filiera Amadori, a dimostrazione del valore e della passione che la nostra azienda e i protagonisti della sua filiera integrata dedicano a uno degli aspetti più importanti della nostra produzione, l’allevamento: eccellenza di un settore tecnologicamente avanzato, sensibile all’adozione di pratiche sempre più virtuose e di idee innovative, in grado di esaltare il saper fare italiano.

Questi i nostri premiati: per la categoria benessere animale, Giuseppe Belloni e Vincenzo Petitti, per la categoria sostenibilità ambientale è stato premiato Giuseppe Ciarciello. I vincitori, selezionati tra decine di candidature, sono stati scelti da una giuria composta dal direttore di Unaitalia Lara Sanfrancesco, dal Vicesegretario Generale di Altroconsumo Franca Braga e da Maria Caramelli, Direttore Generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle D’Aosta. Grande gioia e vivi complimenti sono state espressi dal Presidente Flavio Amadori e dal Vicepresidente Denis Amadori, presenti ieri all’incontro insieme a Francesca Amadori, Paolo Montagna e Antonio Forlini, che in occasione dell’Assemblea 2018 dell’Associazione è stato ufficialmente nominato nuovo Presidente di Unaitalia.

Questa una breve scheda dei 3 allevatori Amadori premiati.

Giuseppe Belloni Veneto “figlio del Polesine”, da 41 anni nel settore avicolo, è stato premiato per la capacità di mettere la propria quarantennale competenza al servizio della salute dei suoi animali, oggi tutti allevati senza uso di antibiotici. Dopo un’esperienza come consulente, oggi è il titolare dell’Azienda Ramello, che conta 7 capannoni in cui - oltre al rigoroso rispetto delle normative - sono stati implementati numerosi interventi che migliorano ulteriormente la qualità della vita degli animali, come ad esempio il sistema di ventilazione longitudinale (in aggiunta a quella laterale) ottenuta installando ventilatori da 2 metri per la gestione dei valori ambientali (temperatura, umidità, ricambi d’aria) programmabili in base al peso e all’età degli animali e gestito da centraline elettroniche

Vincenzo Petitti Molisano, avicoltore dal 2013, è stato premiato per l’attenzione alla qualità della vita dei propri animali, che lui stesso definisce quasi “esasperata”, tanto da permettergli di eliminare l’utilizzo degli antibiotici in allevamento. All’interno del capannone, interamente gestito attraverso un moderno sistema di centraline per i controlli dei parametri, da 6 anni alleva i suoi animali con amore e dedizione, coniugando le moderne tecnologie con accorgimenti che vengono dalla tradizione, come ad esempio la selezione accurata della paglia utilizzata per la lettiera. La temperatura costante dell’ambiente, condizione fondamentale per il benessere degli animali, è garantita da una struttura in ferro zincata a caldo che consente un'ottima tenuta termica in ogni stagione. La presenza di lucernai garantisce la luce naturale, mentre centraline monitorano i valori nel capannone segnalando eventuali anomalie.

Giuseppe Ciarciello 48 anni, foggiano, è stato premiato per la capacità di coniugare il rispetto dell’ambiente e le innovazioni tecnologiche che assicurano il benessere degli animali, sempre al centro delle scelte della filiera italiana. Dopo una “prima vita” come agricoltore, 14 anni fa si è innamorato dell’avicoltura, che oggi è anche la sua vera e autentica passione. Oggi dispone di 3 capannoni nella campagna vicino Foggia, situati in una zona strategica per via dell’eccellente ventilazione naturale e dotati di un impianto fotovoltaico da 50kW e una pala eolica da 60kW: due investimenti che consentono di coprire abbondantemente il fabbisogno energetico dell’allevamento e di immettere in rete energia da fonti rinnovabili.


Vedi tutte le news Settore avicolo