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polpettone

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Il Polpettone come patrimonio culinario e familiare italiano

Il polpettone è il piatto simbolo della domenica in famiglia, amata da grandi e bambini. Scopri come è diventato un patrimonio così speciale!

È il re delle feste e delle domeniche, amato da grandi e bambini, interpretato in mille ricette diverse: stiamo parlando del polpettone, uno dei grandi classici della cucina italiana.

Quando c’è il polpettone a tavola è sempre un momento speciale per tutta la famiglia. Tagliarne una fetta è come scartare un regalo, e dare il primo morso significa entrare in un loop che, boccone dopo boccone, ti porta subito a finire tutto il piatto!

Il polpettone è una specialità così famosa da non avere bisogno di presentazioni. Ciò che merita un approfondimento, invece, è la sua storia, lunghissima e a tratti persino misteriosa.

È una storia che attraversa i secoli e che può raccontare molto del nostro patrimonio culinario.

Cosa dici, ti va di scoprirla insieme?

Storia e Origini del Polpettone


Prima di diventare la grande e gustosa polpetta di macinato di carne che tutti noi conosciamo, il polpettone ha vissuto una lunga evoluzione.

Per capire meglio come siamo arrivati a fare del polpettone il piatto per eccellenza della domenica in famiglia, dobbiamo partire dalle origini, ovvero dalla versione “mini” del nostro piatto protagonista: la polpetta.

Sembra che esistessero già ai tempi dei Romani, inventate da un cuoco di nome Marco Gavio Apicio. Ma è solo nel Quattrocento che la parola “polpetta” compare per la prima volta in un ricettario.

Il ricettario in questione è il De Arte Coquinaria di Maestro Martino, che così descrive la preparazione delle polpette: «In prima togli de la carne magra de la cossa et tagliala in fette longhe et sottili et battile bene sopra un tagliero o tavola con la costa del coltello…»

Noti qualcosa di strano? Una volta decifrato l’italiano arcaico, sembra che la preparazione descritta da Mastro Martino sia più quella di un involtino che di una polpetta!

Anche i ricettari scritti tra il Cinquecento e il Seicento descrivono la polpetta come un involtino di carne: un piatto assai diverso dalla classica pallina di carne macinata che tutti quanti conosciamo e apprezziamo.

Ma allora quand’è che la polpetta è diventata effettivamente una “polpetta”?

La trasformazione avviene tra la metà del Seicento e l’inizio del Settecento, quando nei ricettari di Vincenzo Tanara e Antonio Latini si inizia finalmente a leggere che le polpette, “regine delle vivande”, hanno l’aspetto delle nostre amatissime palline di carne tritata. 

I due fanno notare anche che accanto alle piccole e deliziose polpette esistono i “polpettoni”, dalla forma allungata e dalle dimensioni più grandi, più simili a quelle di un salame. 

Ci siamo: è in questo periodo che nasce uno dei piatti più celebri della nostra tradizione.

Da questo momento in poi, i cuochi cominciano a sperimentare, inventando ricette diverse per insaporire la carne e preparare l’impasto perfetto per polpette e polpettoni

Dal Parmigiano Reggiano alla cipolla, dal prezzemolo alle erbe aromatiche, passando per le uova, il latte, la mollica di pane: il patrimonio culinario italiano si popola di tante versioni differenti di polpette e polpettoni, ogni volta reinterpretati sulla base di ingredienti locali tipici di ogni regione.

Anche i sistemi di cottura variano di casa in casa: c’è chi li cuoce in padella, chi li prepara al forno; chi fa il polpettone ripieno, chi lo mangia asciutto, chi con il sugo.

Pur in forme diverse, polpette e polpettoni diventano comuni su tutte le tavole, diffusi e in lungo e in largo.

Non a caso anche Pellegrino Artusi, autore del celebre libro La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, nel 1891 presenta così le polpette: «Non crediate che io abbia la pretensione d'insegnarvi a far le polpette. Questo è un piatto che tutti lo sanno fare, cominciando dal ciuco…» 

La chiara dimostrazione che il piatto era ormai parte integrante del nostro patrimonio culinario nazionale.

Ruolo del Polpettone nella Cultura Familiare Italiana


Secondo le parole di Pellegrino Artusi, le polpette (e di conseguenza il polpettone) sono un piatto facilissimo da cucinare.

Nel suo libro, Artusi specifica anche che può essere preparato con avanzi di carne e di bollito: da questo punto di vista, il polpettone rappresenta quindi una perfetta ricetta antispreco

Questo fu probabilmente un altro dei motivi per cui il polpettone diventò una vera istituzione nelle cucine casalinghe. 

La necessità di fare tesoro di tutti gli ingredienti e di non buttare via niente era sentitissima all’epoca, molto più di oggi.

Finì così che ogni famiglia iniziò a inventare e poi a tramandare la propria ricetta del polpettone. Ed ecco quindi spiegato perché il polpettone strinse un legame speciale con la cultura familiare italiana.  

Ogni ricetta, tramandata di generazione in generazione, ha permesso di unire a tavola nonni, genitori, figli e nipoti. E non è un caso che proprio il polpettone sia protagonista dei momenti più speciali e importanti da condividere in famiglia. 

Tradizionalmente, mangiamo il polpettone nelle giornate di festa, ad esempio di domenica, a Natale, a Pasqua e in generale in quei giorni in cui possiamo stare a tavola tutti insieme, senza la fretta di tornare al tran tran quotidiano.

Questo non significa che non si possa mangiare il polpettone anche nei pranzi e nelle cene di tutti i giorni. Ma non c’è dubbio che, quando succede, si sente nell’aria un clima di festa… oltre al buon odorino del piatto, naturalmente.

Insomma: solo il polpettone sa come trasformare ogni giorno, persino il lunedì, in una gustosissima domenica.

Polpettoni Pronti da Cuocere


Lo diceva l’Artusi, e lo diciamo anche noi: Il polpettone è un piatto piuttosto semplice da preparare. 

Il problema è solo uno: trovare il tempo di farlo!

Per quanto facile, la preparazione del polpettone può richiedere molto tempo. Tra marinatura, preparazione del ripieno e assemblaggio della polpetta possono volerci ore

Per questo la maggior parte delle persone lo prepara solo nelle occasioni speciali… Anche se è un vero peccato dovervi rinunciare.

Per fortuna, Amadori ha pensato di andare incontro alle persone che hanno voglia di condividere il piacere di un buon polpettone in famiglia senza perdere troppo tempo ai fornelli.

È nata così la gamma Buona Domenica, speciali polpettoni pronti da cuocere che assicurano pranzi e cene sempre golose senza alcuno sforzo.

Il Polpettone Buona Domenica Amadori è un piatto gustoso e succulento.


Oltre alla ricetta classica a base di pollo e tacchino, trovi tante versioni diverse tra cui scegliere.
Dal Polpettone Verdure e Formaggio alla ricetta con Speck e Formaggio, dalla versione con Ricotta e Spinaci al Polpettone con Carciofi e Pecorino Romano DOP, fino al goloso duetto di Radicchio e Grana Padano DOP: hai davvero l'imbarazzo della scelta!

Qualsiasi sia il piatto che sceglierai di portare in tavola, devi sapere che tutti i Polpettoni Buona Domenica sono preparati solo con carne di pollo e di tacchino 100% italiana e ingredienti selezionati, certificati anche dall’AIC (Associazione Italiana Celiachia). 

Questo significa che il Polpettone Amadori è gluten free, e quindi adatto agli intolleranti al glutine e ai celiaci. Così nessuno dovrà mangiare qualcosa di diverso a tavola.

Preparare un Polpettone Buona Domenica è un vero gioco da ragazzi. La cosa bella è che puoi decidere tu come cuocerlo, se in padella o in forno.

Per la cottura in padella, è consigliato tagliare il polpettone a fette e poi cuocerlo con poco olio per 15 minuti. Facile, comodo e veloce, è il sistema perfetto per chi non vede l’ora di dare il primo morso.

Per la cottura al forno, invece, ti basterà cuocere il polpettone per 50 minuti a 200°C. Potrai farlo direttamente con il suo vassoio in alluminio, senza dover sporcare nient’altro. Più comodo di così!

Alla fine, non ti resterà che servirlo a tavola, meglio ancora se con un contorno di patate, cipolle e verdure miste. Vedrai come tutti quanti accorreranno per accaparrarsi la prima fetta.

Se abbiamo soddisfatto la tua curiosità, ora non ti resta che appagare il palato. Con i polpettoni pronti Buona Domenica Amadori basta veramente poco per farlo!